Io stampo da anni su carta non trattata, tipo “belle arti”.
Concordo sulla difficoltà di ottenere un contrasto adeguato e neri profondi. Risolvo in buona parta questo problema con una seconda stampa a ripasso delle zone più scure. Ho provato Inkaid, che però ho trovato impossibile da stendere uniformemente. Poichè desidero che la carta mantenga il suo aspetto naturale, evito le plastificazioni o le vernici troppo pesanti. Tra l’altro molte di queste vernici sciolgono gli inchiostri.
Attualmente stampo con ripasso, applico una vernice finale spray tipo Maimeri, Talens o giù di li, preferendo quelle di tipo lucido: la carta non diventa assolutamente lucida, ma l’immagine guadagna in contrasto e saturazione dei colori. A volte, dopo aver spruzzato la vernice, passo con un tampone uno strato finissimo di cera d’api bianca (la vendono i droghieri) e lucido con uno straccio di lana morbida; alla fine di questa avventura, ottengo immagini di buon contrasto, dall’aspetto appena serico, che mostrano chiaramente di essere fatte di carta e d’inchiostro.
Ho già sentito parlare del secondo passaggio nella stampante per scurire i neri, ma ho sempre sentito dire che il grosso problema è il registro fra le due passate. Personalmente, quando in un’altra occasione ho cercato di stampare due volte la stessa foto, ho ottenuto due immagini sfalsate di almeno un millimetro, cosa piuttosto fastidiosa. Hai trovato un modo per risolvere il problema del registro? Oppure semplicemente hai una percentuale di scarto? A quanto ammonta?
Quella della cera è una tecnica di antiche tradizioni, spesso gli stampatori al platino/palladio la usavano per ravvivare le stampe. Fra l’altro a pennello può anche essere applicata solo localmente…
Se hai voglia di farmi vedere qualcuna delle tue stampe mandami una mail.
Ho visto recentemente a Reggio Emilia delle splendide stampe di Steichen, platino con ripasso dei neri in photogravure.
Certo il problema del registro è importante. Le stampanti hanno movimenti molto precisi, ma l’inserimento nei rulli non sempre è perfetto. Bisogna curare bene il bordo del foglio, che non presenti irregolarità o sbalzi da taglio. Di solito lo liscio facendo pressione con un barattolino di pellicola in plastica bianca. Poi è opportuno far passare il foglio nei rulli un paio di volte per insegnargli la strada. Poi è bene introdurre il foglio con il comando di avanzamento carta della stampante e segnare a matita qualche contrassegno che verrà buono per il ripasso. Addirittura è spesso meglio stampare prima il ripasso e poi la stampa di fondo; questo per due motivi: il ripasso consuma meno inchiostro ed appesantisce meno il foglio, compromettendone meno l’avanzamento nei rulli; poi perchè se si vede che la stampa di fondo, paradossalmente sopra il ripasso, non è a registro, si può bloccare subito la stampa, evitando il maggior dispendio d’inchiostro della stampa base.
Con la pratica e l’esperienza, come recitavano le vecchie pubblicità, si arriva ad ottenere una percentuale di scarti molto accettabile, ampiamente diluita nel gran dispendio di prove, provini, pentimenti, eccetera. Il concetto di accettabilità è naturalmente legato al costo della carta impiegata. Io non uso carta esoteriche, ma banali supporti da grafica o tipografia; quando vado di lusso, uso la Rosaspina 220 di Fabriano (1,40 + IVA al foglio 70 x 100); normalmente impiego la Tintoretto di Fedrigoni o la Prisma 220 di Favini.
Ciao e grazie per i dettagli. Quella di fare il “ripasso” prima della stampa vera e propria è una buona astuzia, il foglio lo si butterà via lo stesso, ma almeno si risparmia l’inchiostro.
Non ho capito bene come fai per il registro, fai avanzare la carta a mano nella stampante? Che stampante usi? Non avevo mai sentito parlare di questa opzione, adesso mi informo per vedere se lo posso fare anche sulla mia epson 2100.
Grazie per le dritte sui bordi. Io in generale li lascio sempre sfrangiati, perché il taglio netto non mi piace, quindi alcuni dei miei problemi di registro potrebbero andare a posto seguendo questa piccola accortezza.
La Rosaspina, anche se non è cara, è una bella carta. Le altre due invece non le conosco.
ciao e ancora grazie
f
umberto
said, August 31, 2008 @ 11:19 AM :
Io stampo da anni su carta non trattata, tipo “belle arti”.
Concordo sulla difficoltà di ottenere un contrasto adeguato e neri profondi. Risolvo in buona parta questo problema con una seconda stampa a ripasso delle zone più scure. Ho provato Inkaid, che però ho trovato impossibile da stendere uniformemente. Poichè desidero che la carta mantenga il suo aspetto naturale, evito le plastificazioni o le vernici troppo pesanti. Tra l’altro molte di queste vernici sciolgono gli inchiostri.
Attualmente stampo con ripasso, applico una vernice finale spray tipo Maimeri, Talens o giù di li, preferendo quelle di tipo lucido: la carta non diventa assolutamente lucida, ma l’immagine guadagna in contrasto e saturazione dei colori. A volte, dopo aver spruzzato la vernice, passo con un tampone uno strato finissimo di cera d’api bianca (la vendono i droghieri) e lucido con uno straccio di lana morbida; alla fine di questa avventura, ottengo immagini di buon contrasto, dall’aspetto appena serico, che mostrano chiaramente di essere fatte di carta e d’inchiostro.
Umberto
Fabiano Busdraghi
said, August 31, 2008 @ 12:27 PM :
Ciao Umberto, grazie mille per il tuo contributo.
Ho già sentito parlare del secondo passaggio nella stampante per scurire i neri, ma ho sempre sentito dire che il grosso problema è il registro fra le due passate. Personalmente, quando in un’altra occasione ho cercato di stampare due volte la stessa foto, ho ottenuto due immagini sfalsate di almeno un millimetro, cosa piuttosto fastidiosa. Hai trovato un modo per risolvere il problema del registro? Oppure semplicemente hai una percentuale di scarto? A quanto ammonta?
Quella della cera è una tecnica di antiche tradizioni, spesso gli stampatori al platino/palladio la usavano per ravvivare le stampe. Fra l’altro a pennello può anche essere applicata solo localmente…
Se hai voglia di farmi vedere qualcuna delle tue stampe mandami una mail.
Ciao
Fabiano
umberto
said, September 4, 2008 @ 6:42 PM :
Ho visto recentemente a Reggio Emilia delle splendide stampe di Steichen, platino con ripasso dei neri in photogravure.
Certo il problema del registro è importante. Le stampanti hanno movimenti molto precisi, ma l’inserimento nei rulli non sempre è perfetto. Bisogna curare bene il bordo del foglio, che non presenti irregolarità o sbalzi da taglio. Di solito lo liscio facendo pressione con un barattolino di pellicola in plastica bianca. Poi è opportuno far passare il foglio nei rulli un paio di volte per insegnargli la strada. Poi è bene introdurre il foglio con il comando di avanzamento carta della stampante e segnare a matita qualche contrassegno che verrà buono per il ripasso. Addirittura è spesso meglio stampare prima il ripasso e poi la stampa di fondo; questo per due motivi: il ripasso consuma meno inchiostro ed appesantisce meno il foglio, compromettendone meno l’avanzamento nei rulli; poi perchè se si vede che la stampa di fondo, paradossalmente sopra il ripasso, non è a registro, si può bloccare subito la stampa, evitando il maggior dispendio d’inchiostro della stampa base.
Con la pratica e l’esperienza, come recitavano le vecchie pubblicità, si arriva ad ottenere una percentuale di scarti molto accettabile, ampiamente diluita nel gran dispendio di prove, provini, pentimenti, eccetera. Il concetto di accettabilità è naturalmente legato al costo della carta impiegata. Io non uso carta esoteriche, ma banali supporti da grafica o tipografia; quando vado di lusso, uso la Rosaspina 220 di Fabriano (1,40 + IVA al foglio 70 x 100); normalmente impiego la Tintoretto di Fedrigoni o la Prisma 220 di Favini.
Ti mando una mail.
Ciao. Umberto
Fabiano Busdraghi
said, September 6, 2008 @ 3:02 PM :
Ciao e grazie per i dettagli. Quella di fare il “ripasso” prima della stampa vera e propria è una buona astuzia, il foglio lo si butterà via lo stesso, ma almeno si risparmia l’inchiostro.
Non ho capito bene come fai per il registro, fai avanzare la carta a mano nella stampante? Che stampante usi? Non avevo mai sentito parlare di questa opzione, adesso mi informo per vedere se lo posso fare anche sulla mia epson 2100.
Grazie per le dritte sui bordi. Io in generale li lascio sempre sfrangiati, perché il taglio netto non mi piace, quindi alcuni dei miei problemi di registro potrebbero andare a posto seguendo questa piccola accortezza.
La Rosaspina, anche se non è cara, è una bella carta. Le altre due invece non le conosco.
ciao e ancora grazie
f